martedì 5 giugno 2018

LA PARTITA DOPPIA ovvero “IL DOPPIO GIOCO” Di Orazio Fergnani.




LA PARTITA DOPPIA ovvero “IL DOPPIO GIOCO”
Di Orazio Fergnani.

Vari sono i documenti proposti come i più antichi esempi superstiti di contabilità in partita doppia. Fra di essi i libri contabili di Amatino Manucci, un “mercante” fiorentino della fine del Duecento ; ed inoltre il libro mastro della famiglia Farolfi del 1299-1300. I Farolfi erano una famiglia di “mercanti e banchieri” fiorentini che risiedevano a Nîmes, in particolare erano i “banchieri“ dell'arcivescovo di Arles.

La prima contabilità tenuta sicuramente in partita doppia fu quella dei “massari” della Repubblica di Genova del 1340. Le scritture del Comune di Genova sono relative alla gestione dei “massari” per l’anno 1340 e dei “maestri razionali” (1340-1357). Sorprendentemente questi registri sono tenuti in partita doppia e rappresentano la testimonianza più antica di applicazione del metodo. Una trattazione maggiormente didattica della partita doppia, con un'impostazione più teorica rispetto alla bibliografia precedente, risale al 1494 quando Luca Pacioli, scrisse il "Tractatus XI - Particularis de computis et scripturis" descrivendo le tecniche contabili necessarie al mercante dell'epoca:

·                     compilazione degli inventari;
·                     apertura delle scritture;
·                     tenuta dei libri contabili;
·                     determinazione dei risultati della gestione;
·                     redazione del bilancio di verifica;
·                     correzione di errori;
·                     tenuta della corrispondenza.

Le prime regole della partita doppia erano:

1)      Tutti i creditori si devono mettere al Libro dalla tua mano destra e tutti i debitori dalla mano sinistra.
2)      Tutte le partite che si mettono al Libro debbono essere doppie, cioè se tu fai uno creditore, devi farne uno debitore.
3)      Ciascuna partita, a debito o a credito, deve comprendere tre cose:
a)      il giorno dell’operazione, la somma e la causa. Il giorno in cui è scritto il debito deve essere il medesimo in cui è scritto il credito.
b)      Occorre che il Libro sia sempre tenuto con una stessa moneta, ma dentro le partite, si possono indicare tutte le monete che si presentano: ducati, fiorini, scudi, ecc.
c)      Con la moneta con cui hai cominciato il Libro, così bisogna terminarlo.
(in questi elementi e nella loro prestidigitazione è contenuto tutto l’”Arcano” che i comuni mortali non debbono sapere e attraverso i quali elementi affermare l’insostenibile).

Fra' Luca Bartolomeo de Pacioli è stato un religioso, matematico ed “economista” che nel 1494 scrisse una vera e propria enciclopedia matematica, dal titolo Summa de arithmetica, geometria, proportioni e proportionalità, contenente un trattato generale di aritmetica e di algebra, elementi di aritmetica utilizzata dai mercanti (con riferimento alle monete, pesi e misure utilizzate nei diversi stati italiani). Uno dei capitoli della Summa presenta in modo più strutturato il concetto di partita doppia, (e quindi: "Dare" e "Avere", bilancio, inventario) che poi si diffuse per tutta Europa col nome di "metodo veneziano", perché usato dai mercanti di Venezia.


È stato messo in evidenza come un Luca Pacioli oscilli tra due concezioni antitetiche della matematica: una di natura pratica e l’altra di natura speculativa, in rapporto alla quale egli non esita ad aderire alle suggestioni mistico-magiche del platonismo umanistico. Si rivelerebbero in questo i limiti della sua preparazione scientifica e i suoi insanabili errori morali, logici e matematici che così immani danni hanno provocato al genere umano.

Il suo più demenziale errore fu la cosiddetta ideazione e formulazione della partita doppia che fu descritta, nel suo libro Summa de arithmetica, geometrica, proportioni et proportionalita…. è un metodo di scrittura contabile consistente nel registrare le operazioni aziendali simultaneamente in due serie di conti (principio della duplice rilevazione simultanea), allo scopo di determinare il reddito di un dato periodo amministrativo e di controllare i movimenti monetari-finanziari della gestione… tuttora vigente.

I fatti amministrativi vengono rilevati sotto due aspetti: l'aspetto monetario-finanziario detto anche numerario e l'aspetto economico. (VICEVERSA L’ASPETTO È SOLO UNO … QUELLO ECONOMICO…. L’altro è solo lo specchio del primo a memoria della necessità del conguaglio, compensazione o del contraccambio …) La vendita di un bene, ad esempio, comporta (secondo questa insana teoria) per l'azienda il contemporaneo sorgere di un credito o di un incasso (aspetto numerario) e di un ricavo (aspetto economico) e pertanto la scrittura contabile eseguita con il metodo della partita doppia deve registrare tali aspetti.

I valori numerari sono quelli che esprimono una modifica degli elementi del patrimonio aziendale cioè della disponibilità di condizioni produttive monetarie. In pratica, sono valori numerari il denaro contante e ogni altro mezzo di regolamento ad esso assimilabile (debiti e crediti). Si distinguono:

·                     valori numerari certi: dati da entrate e uscite di cassa;
·                     valori numerari assimilati: dati dall'aumento o diminuzione di crediti e debiti;
·                     valori numerari presunti: dati da variazioni di debiti e crediti espressi in valuta diversa da quella di conto e il cui valore può subire modifiche al momento dell'effettivo incasso o pagamento, il valore contabilizzato al momento della registrazione è quindi presunto.

I valori non numerari sono quelli che esprimono una modifica nella disponibilità di condizioni produttive non monetarie. In pratica sono i componenti negativi e positivi del reddito, valori quindi che si riferiscono a costi, ricavi e valori di capitale. Si distinguono:

·                     variazioni di esercizio: costi e ricavi direttamente correlati all'esercizio in corso (che concorrono quindi alla formazione del reddito di un solo esercizio);
·                     elementi comuni a più esercizi: costi e ricavi che partecipano alla formazione del reddito di più esercizi e quindi, a fine periodo, necessitano di una suddivisione fra esercizi; essi costituiscono i ratei e i risconti;
·                     crediti e debiti non numerari: valori relativi a crediti e debiti di finanziamento, acquisiti cioè dall'azienda come se fossero una merce, tipicamente finanziamenti bancari o emissione di obbligazioni;
·                     variazioni dei mezzi propri: aumenti o diminuzioni del capitale proprio o di sue componenti.

 

La rilevazione delle due classi di valori avviene su prospetti a due sezioni detti "conti". Il bene, servizio o diritto le cui variazioni vengono rilevate nel conto è detto "oggetto del conto".
La moneta nelle quali sono espresse le variazioni è detta "moneta di conto" o "valuta di conto" (in Italia, per convenzione, la moneta di conto solitamente utilizzata è l'euro).
I conti possono essere rappresentati a sezioni contrapposte o in forma scalare.

Le due sezioni del conto sono contrassegnate dal segno + e dal segno - oppure dalla dicitura "dare" e "avere".
·                     L'iscrizione del primo valore in un conto è detta talvolta "accensione" del conto.
·                     L'iscrizione di un valore nella sezione "dare" è anche detta "addebitare" un conto.
·                     L'iscrizione di un valore nella sezione "avere" è anche detta "accreditare" un conto.
·                     L'iscrizione di un valore tale da azzerare il saldo è detta "spegnimento" del conto.

I conti possono essere:
·                     monofase: quando ne viene movimentata una sola sezione (per esempio "Merci c/acquisti");
·                     bifase: quando vengono movimentate entrambe le sezioni (per esempio "C/C bancario").
Il metodo della partita doppia prevede che:

·                     le variazioni numerarie attive, ossia gli aumenti di valori numerari attivi o le diminuzioni di valori numerari passivi, vengano rilevate nella sezione "dare" dei conti accesi alle variazioni numerarie;
·                     le variazioni numerarie passive, ossia le diminuzioni di valori numerari attivi o gli aumenti di valori numerari passivi, vengano rilevate nella sezione "avere" dei conti accesi alle variazioni numerarie;
·                     tutti i costi (variazioni negative di esercizio, comuni a più esercizi o crediti non numerari) vengano rilevati nella sezione "dare" dei rispettivi conti;
·                     tutti i ricavi (variazioni positive di esercizio o debiti non numerari) vengano rilevati nella sezione "avere" dei rispettivi conti;
·                     le variazioni del capitale proprio si rilevino nella sezione avere se incrementative e dare se decrementative .

Crediti non numerari

Per i crediti non numerari la rilevazione sarà invertita rispetto alla precedente.

Il metodo della partita doppia era stato già esposto nell’opera Della mercatura e del mercante perfetto di Benedetto Cotrugli, mercante di formazione, osservò con interesse le metodiche di contabilizzazione utilizzate fino a quel tempo componendo sul tema la sua opera più nota: il libro Della Mercatura e del Mercante Perfetto. Il testo di questo manoscritto è seguito da un'appendice, considerata ancor più importante: contiene un inventario e 266 annotazioni contabili giornaliere. Tali annotazioni contabili riguardano indicazioni di vari tipi di transazioni e commerci, comprensivi di tasse, costi di intermediazione ed altri costi, "Camera d'Imprestedi", lettere di scambio, viaggi commerciali, assicurazioni marittime, produzione di seta, costruzione di case, vendita o affitto di immobili, baratti; il tutto inframmezzato da altre annotazioni ed istruzioni.
All'epoca del Cotrugli, la mercatura era considerata alla stregua di un'arte, e il "Mercante perfetto" era quell'uomo di cultura che - guidato dalla doverosa rettitudine - è così sensibile da interessarsi ai luoghi nei quali opera, sapendone valutare la situazione politica, il diritto e le consuetudini vigenti, al fine di condurre con successo i propri affari, sostenuto da una profonda competenza tecnica. In particolare, egli descrive analiticamente lo strumento contabile della partita doppia (successivamente trattato ed ampliato da Luca Pacioli), ed esorta il mercante a tenere tre libri:
  • il memoriale (oggi chiamato prima nota), nel quale saranno riportate tutte le operazioni compiute in un dato giorno, ognuna delle quali darà luogo ad una scrittura contabile;
  • il giornale, che riporta i fatti di gestione elencati nel memoriale e suddivisi per giorno;
  • il quaderno (oggi mastro, da libro maestro) che riporta tutti i conti ed alla fine ha un suo repertorio alfabetico che permette una rapida ricerca per soggetto o per data.
Alla fine dell'anno, l'analisi del giornale e del quaderno è sufficiente per la formazione di una prima situazione contabile, che permetterà successivamente di creare il bilancio di esercizio.
La buona conclusione di un affare è in definitiva un'elevazione anche spirituale del mercante perfetto, e in quanto tale deve portare il giusto profitto. Per esser quest'ultimo legittimo, tutto deve avere uno scopo morale: per il giusto profitto - conclude il Cotrugli - "è ordinata quest’arte mercantile (...) à quest’opera de la consecuzione del fine, concorrerà come istrumento atto".
Occorre a questo punto evidenziare invece la vera natura della transazione e della assoluta falsità della rappresentazione del negozio di compravendita come rappresentato da questi immani fedifraghi, impostori, mentitori…

Ricordiamoci alcuni punti che abbiamo già preso come fondamentali.. e cioè che in un mondo positivo, concreto, oggettivo. dove il denaro (e quindi le contabilizzazioni numerarie) è solo la rappresentazione (la mappa di riferimento, l’unità di misura, un astrazione puramente teorica – che non può mai diventare reale, solida, concreta…)… per mezzo del Valore del Lavoro dell’”Altro”… non può esistere una doppia chiave di lettura dell’evento e quindi una doppia contabilizzazione dello scambio una delle quali con valore negativo in quanto fin dall’origine dell’etimologia non puo esistere un qualunque prodotto ex novo che sia a valore complessivo negativo e soprattutto e per di più un valora che nato positivo e sempre positivo in tutta la durata della sua esistenza … se non quando fosse oggetto di scambio di proprietà… all’improvviso e in ragione di non si sa quale legge naturale o artificiale viri la sua natura in una valenza negativa..

Non può esistere concettualmente qualcosa di concreto, tangibile che sia di segno negativo..

E meno ancora può esistere nulla che cambiando proprietario da valenza positiva diventi negativa.

Questo evento è del tutto folle ed inammissibile… ma questo purtroppo avviene spudoratamente sotto gli occhi di tutti del tutto tollerato da cinquecento anni..

La partita doppia è (fra gli altri che abbiamo esaminato nel corso di questa discussione)… uno spudorato, delinquenziale ed intenzionale stratagemma messo in atto dai soliti “Mercantibanchieri” a solo esclusivo loro vantaggio per truffare in maniera apparentemente logica, asettica, naturale, inappuntabile lo sprovveduto di turno… che è rappresentata dalla grandissima massa fiduciosa e credulona dei cittadini per bene.

Come il sig.r Luca Pacioli avrebbe dovuto sapere bene … (e stiamone certi ben ne era perfettamente consapevole)… nell’economia e nella contabilità e nella misurazione di qualunque genere, ordine, campo, settore del mondo reale … non esiste nulla di segno negativo …. Mai .. Tranne quello “CONVENZIONALMENTE” accettato e condiviso… MA SOLTANTO PER PURA SEMPLICITA’ DI CALCOLO….  non perché… ad esempio la temperatura al polo nord essendo di segno “-“ sia sempre da sottratre … ma solo perché convenzionalmente così si è condiviso … Infatti esistono altri metodi di misura della temperatura che partono dallo zero e poi utilizzano sempre tutti numeri positivi – Mi riferisco ai vari metodi … Celsius, Fahrenheit, Kelvin….


E soprattutto dovrebbe essere chiaro a tutti… come più volte richiamato precedentemente… che non può esistere ancor meno qualcosa che da negativo .. cresca in maniera esponenziale col passare del tempo… Mi riferisco all’”interesse”.

Quando al contrario abbiamo visto più volte che tutto quello che aveva prodotto incremento di valore all’interno del mercato e all’interno della società è destinato per naturale usura, deterioramento, deperimento, al decadimento, alla svalutazione, all’annichilimento nel corso del tempo…

E non si capisce come .. e non se ne ammette la possibilità … che al contrario di quanto naturale, logico, razionale… viceversa qualcosa di negativo… (che già di per sé non dovrebbe proprio esistere nel mondo reale… ) al contrario assuma sempre più vigore, dimenzione, valenza col trascorrere del tempo…

Una follia in senso assoluto che solo una mente deviata ed insana (ma soprattutto criminale) poteva teorizzare, perorare e mettere in atto.

Occorre abbandonare una tale mostruosa deformazione logica, un tale distorto, incompleto insufficiente sistema della rappresentazione dell’attività economica delle imprese a favore di una teoria, e strumento (fra le migliaia immaginabili), che tenga presenti i punti fondamentali più volte sottolineati in queste pagine…  In un successivo momento, trattando il fatto con la ponderatezza e profondità che il tema merita, su questa base sarà possibile realizzare molti dispositivi adatti alla necessità… Occorre sempre avere bene a mente che la moneta/banconota è uno strumento sociale, solidale e collettivistico…. E come tale va sempre calcolato, misurato ed utilizzato.
Si tratta soltanto di scegliere un metodo e di condividerlo convenzionalmente.
Per ovviare alla mistificazione attuale della inserimento al negativo, e alla distorta visione d’insieme della emissione monetaria , della fiscalità e delle contabilità… basta porre su una diversa colonna l’emissione della Cambiale Sociale in perfetta corrispondenza e contiguità alla merce/prodotto/servizio per cui quella somma di Cambiali Sociali è stata emessa,… che essendo poi per sempre legata al valore del corrispettivo che rappresenta, anche per eventuali successive verifiche di controllo.

Questo perché, come detto infinite volte, la ricchezza è una proprietà-qualità collettiva di un popolo/nazione/ambito, e soprattutto è sociale e quindi l’emissione non può essere peculiare ed unica prerogativa di un singolo soggetto … e deve quindi essere concessa e contabilizzata a tutti … ma equativamente , e quindi riscontrabile sempre contraddistinte … Quindi due colonne nella partita doppia.. (ma collegate entrambe da un segno “+“ (più) davanti ad entrambe le “poste”… e fra di loro da un segno “=” (uguale)…

Questo a significare da un lato che qualunque realizzazione è sempre e soltanto contraddistinta da un segno “+” positivo e dall’altro dalla certa individualità e singolarità di ciascuna contabilità …..e mai e poi mai da un segno “-“ (meno)…  ma soltanto come parcellizzazione di una superiore sommatoria alla ricchezza collettiva della Nazione e l’appartenenza di ciascun individuo, della sua opera e quindi del suo “valore”… ad un unico contesto generale , vincolante, imprescindibile e biunivoco che lega indissolubilmente “l’uno al “tutto”… l’individuo alla società e viceversa…

Tutto questo in una ulteriore “visione” in parallelo di un flusso che trascina nel corpo della società l’ossigenazione necessaria a ciascun organo (individuo) attraverso la funzione della Cambiale Sociale che può essere assimilata ala funzione del trasporto dell’ossigeno da parte di un globulo bianco del sangue… il quale sangue nel suo complesso può essere considerato come la ricchezza del corpo (Nazione)…

Solo in una prospettiva di una inscindibile concatenazione e combinazione della collaborazione, condivisione dei valori, competenze, responsabilità della circolazione della risorsa delle circolazione monetarie, della sua corretta gestione e della sua contabilizzazzio è possibile una gestione della circolazione monetaria efficiente, efficace, virtuosa, sostenibile…. Morale.

giovedì 10 aprile 2014

IL TEOREMA DELLA CIPOLLA di Orazio Fergnani



IL TEOREMA DELLA CIPOLLA
Di Orazio Fergnani.

Come tutti sanno, o dovrebbero sapere… ma al 99,99% è dato più che certo che non lo sa…. È stato convenzionalmente stabilito in tutti i maggiori consessi internazionali, e recepito da tutti gli organismi monetari internazionali … e ovviamente anche dagli Stati… che la moneta dal 15 agosto 1971… non è più convertibile in oro… ma da allora la moneta/banconota assume ed integra in sé il valore del bene/servizio scambiato… il dollaro vi si è adeguato come prima divisa… e tutte le altre a seguire con una serie di regolamenti – capestro….. che qui non è il caso di evidenziare..

Quindi oggi è dato assodato ed incontrovertibile che la moneta/banconota  in sé non ha alcun valore, ma dato che essa è uno dei termini di scambio negoziale e serve come simbolo del valore si da per scontato che integra ed introietta in sé il valore del bene scambiato…

E’ ormai assodato e pacifico il ragionamento sopra detto, la moneta è solo un misuratore del valore … poi si può disquisire sulla reale essenza … se sia più giusto l’assunto che alla valenza danno le banche o se sia migliore la formulazione che dava Auriti che affermava che “la moneta è la misura del valore …. ed il valore della misura” … o meglio ancora e più precisamente ed eticamente … “la moneta è la misura del valore del lavoro dell’altro” come dice AlbaMediterranea….

Qualunque definizione della moneta prendiamo per buona (secondo me sono tutte valide- ovviamente la migliore è la nostra..), comunque una cosa è certa che essa assolve perfettamente al suo compito esattamente come lo assolveva la precedente moneta convertibile in oro…Anzi lo assolve molto meglio, ma i semplici cittadini non lo sanno…

Ma cominciamo a verificare le palesi e meno palesi differenti o simili funzioni.

Nel precedente assunto della moneta convertibile avevamo un deposito d’oro di una precisa quantità che serviva a garantire l’effettivo valore d’acquisto e quindi di misurazione di quella particolare tipologia di banconota… e c’erano dei limiti ben precisi e rigorosi a cui attenersi per evitare di cadere nelle possibili criticità di inflazione, deflazione, flagstazione, etc.,….

Quindi qualunque quantità di merci ci foss stata a disposizione sul mercato (tralasciando altre più complicate considerazioni), solo un certa ben precisa quantità di questa avevano sufficiente quantità di controvalore in moneta garantita dai depositi d’oro delle banche centrali…

E quindi pure se ci fosse stata maggiore quantità di merci disponibili sul mercato, queste merci sarebbero andate invendute… in quanto non esisteva pari contropartita monetaria .. e non cera alcuna interrelazione fra le due entità dello scambio (merci – denaro/moneta) a meno di creare moneta virtuale, elettronica od altro comunque non garantita da nulla e a quel punto del tutto illegale … (come fecero tutti i presidenti statunitensi dalla fine della seconda guerra mondiale fino a Nixon … ed oltre… tuttora)

Per seguitare il ragionamento ne consegue che la quantità di valore del circolante liquido era (o meglio.. avrebbe dovuto essere una somma ben determinata, certa, quantificata… né più né meno… ed è questo, secondo me, il motivo dominante per cui si decise di cambiare schema di riferimento monetario…. Si producevano enormemente maggiori quantità di merci rispetto alla quantità totale massima disponibile di moneta liquida.

Infatti ora  che non c’è più la convertibilità in oro e che la moneta è la “misura del valore”, o “la misura del valore e il valore della misura”…. O “la misura del valore del lavoro dell’altro”, come diciamo noi di AlbaMediterranea … e quindi la moneta assume il suo valore nominale non nel momento della sua emissione… ma solo nel momento in cui avviene lo scambio …. ED INTEGRA IN SE’ E RAPPRESENTA IL VALORE DEL BENE IMMESSO SUL MERCATO…. Lo scenario e la funzione è del tutto diversa… Soprattutto le “derivate che ne discendono sono davvero inquietanti e foriere di nuove verità e scenari preoccupanti…

Andiamo con ordine…

Forse qualche squarcio si incomincia a disgelare e qualche atroce dubbio vi si comincia ad insinuare in mente…

Facciamo bene “Mente locale”….

Dunque, ad esempio …… un tizio va in banca e ritira una certa somma di banconote… poi va al mercato e compra due quintali di pomodori rossi per fare la passata” e paga 200 € … l’ortolano che li ha ricevuti il pomeriggio stesso va dal pastore e compra una pecora che paga sempre 200 € (se fosse costata di più o di meno l’aspetto della vicenda non cambiava…..) … a sua volta il pastore va dal meccanico a ritirare il trattore ed utilizza la stessa banconota da 200 € …. Il meccanico, che è un satiro si procura una notte di sesso con una mercenaria… la prostituta si cura la persona facendosi fare un trattamento estetico completo… Il titolare del centro estetico particolarmente religioso va dal sacerdote e gli fa celebrare una messa in suffragio dell’anima del padre morto l’anno prima….. etc.,etc., etc.,..

Quindi occorre incominciare a fare dei necessari “distinguo” e passaggi logici :

1)      Intanto non mi risulta che sia mai stato codificato da nessuna parte che la banconota nel regime monetario attuale assuma il valore del bene scambiato solo la prima volta che si scambia, né mai nessuno potrebbe sostenere una simile tesi… ;

2)      Quando vigeva il regime della convertibilità, come detto, era ovvio che ad una moneta era vincolata una certa quantità, precisa, fissa, inalterabile di valore … e quella entità rimaneva sempre, pure la moneta viaggiando da un detentore ad un altro;

3)      Ma se ora la moneta, oltre che misurarla, integra in sé il valore della merce scambiata…. Questo sta a significare che dall’altro lato dello scambio c’è una quantità teoricamente infinita da scambiare… che ha il suo limite solo nelle riserve energetiche, nelle risorse minerali/naturali/ambientali e nel know-how ….

4)      E, come abbiamo visto, una stessa banconota continua ad incamerare valore di beni, merci, prodotti…. E soprattutto servizi… praticamente infiniti…. Pur rimanendo la moneta sempre dello stesso valore nominale… strano.. no?...

5)      Ad esempio nella descrizione sopra riportate si sono fatti sei passaggi di cui due di acquisto di merci, due passaggi di servizi misti e due di puri servizi.

6)      Se fosse valida la definizione che la banconota è semplicemente la “misura del valore” la banconota sarebbe solo un “metro”, il concetto non è così limitativo, affatto….

7)      Ricordiamoci sempre che la banconota è anche “il valore”…. Non più il valore dell’oro,, ma sicuramente il valore del  frigorifero o della pecora che ci siamo comprati..

8)       Ne dovrebbe derivare che la banconota alla fine del percorso dovrebbe subire una mutazione perché il valore dei beni/merci/servizi misurati dovrebbe essere di 1.200 € e in qualche modo dovrebbe risultare.. .. il che però non avviene …….

9)      Quindi,  o la moneta euro/dollaro ….  o non è quello che ci hanno dichiarato che dovrebbe essere, oppure c’è dell’altro che non ci è stato detto…

10)   Da considerare inoltre che ad ogni passaggio (in teoria) sottrae dal valore immesso nel “mercato” dalla banconota da 200 € oltre il 50% che vanno a finire all’erario sottoforma di tasse e pagamento di interessi sul costo del denaro emesso dalla B.C.E….

11)  Altra considerazione non irrilevante da fare è che il valore delle merci fatturate è enormemente più alto della moneta circolante…. In questo caso il sestuplo…

12)  E le relative tasse sono il 50% di 1.200… cioè 600 € mentre la moneta/banconota ha sempre il valore facciale di 200 €!!!.... Cioè a fronte si una banconota di 200 € si dovrebbero pagare 600 € di tasse!!!..

13)  Ma altro aspetto particolarmente inquietante e su cui abbondantemente riflettere è che praticamente i giochi di questo immane affare lo conducono le banche in regime di monopolio ed ora da qualche anno anche la gestione diretta dello Stato (Equitalia).

14)  Occorre a questo punto fare qualche puntualizzazione per rendere l’idea e l’ipotesi in piena sostanza, concretizzarla… Qualche anno fa mi capitò di leggere una statistica in cui si affermava che una banconota da 10.000 £ prima di essere ritirata per eccessiva usura e rigenerata con l’immissione di una nuova banconota in sostituzione, …. In un periodo di circa cinque anni faceva ben 14.000 (quattordicimila) passaggi di mano…

15)  Cerchiamo di essere molto parchi e calcolare in difetto, e assumiamo  per buono il dato molto riduttivo che una banconota in euro di medio taglio faccia solo 1000 (mille) e non quattordicimila passaggi di mano in cinque anni, … ed essendo che la massa liquida circolante in Italia assomma a circa 100 (cento) miliardi di €/anno … ne deriva che : 100 x 1000 = 100.000  miliardi di € in cinque anni… che all’anno fanno 20.000 miliardi di €….

16)  Qui sorgono ribollenti, e vanno espresse chiaramente, una serie di domande…

a)      indiscutibilmente questo valore di beni esiste (come abbiamo visto sopra all’inizio...), e come abbiamo appena calcolato, se contabilizzati rappresentano una ricchezza immensa;

b)       perché non vengono contabilizzati, visto che esistono?

c)      Perché il valore facciale della banconota da 200 € presa in esame rimane sempre lo stesso e non viene applicato ad esempio una formula moltiplicatrice del valore (ad esempio presentando in banca le fatture relative agli acquisti sopra elencati?

17)  In pratica le banche (le quali sappiamo essere le uniche “autorizzate” alla gestione del denaro), lasciando inalterato il valore nominale della banconota rappresentato nell’esempio da 6 passaggi corrispondenti a 1.200 € sottraggono ai loro naturali possessori, gli operatori commerciali del mercato, e quindi per estensione a tutti i cittadini, una ricchezza di dimensioni ciclopiche….

18)  E in un circuito chiuso se qualcuno toglie qualcosa ad una delle due parti vuol dire che l’altra parte se ne avvantaggia…

19)  Dove andrebbe a finire questo valore reale non contabilizzato e monetizzato?

20)  È evidente che solo le banche potrebbero avere interesse ad una simile manipolazione…. Ma perché le banche lo dovrebbero o vorrebbero fare? … e quale potrebbe essere il loro vantaggio?... Presto detto… secondo me quella cifra di dimensioni inimmaginabili, pari ogni anno a dieci volte quantità del debito pubblico…le banche la usano per i loro sporchi e loschi affari… Primo fra tutti la possibilità di avere un cespite immenso per realizzare l’emissione di moneta da fonte certa.
La soluzione…

Come una cipolla quando nasce ha poche pelli piuttosto carnose e spesse, quando cresce gradualmente aumenta il numero delle pelli ma contemporaneamente ciascuna pelle si assottiglia di spessore, poi, diventata adulta e matura all’esterno la sua dimensione e peso si stabilizza, ma all’interno continua ad aggiungere pelli ….

Fino a che ad un certo punto la cipolla comincia a marcire… non prima però di avere creato un piccolo germoglio necessario alla sua riproduzione…

Quindi per una sana gestione della moneta come misuratore del valore attendibile, reale, affidabile …. occorre contare le pellicole della (cipolla/moneta … Insomma periodicamente, o alla fine della vita della banconota si vanno a calcolare quante pelli (passaggi riconosciuti di mano) ha prodotto la cipolla e in un modo convenzionale da standardizzare li si quantifica… riemmettendone nel mercato economico il relativo valore facciale monetario e non bancario

Tenendo ovviamente ben presenti le regole del “demourage” anche per quello che concerne le monete…

Quindi da una parte le monete ad ogni passaggio di mano devono sommare il valore precedente a quello della transazione in atto.… e tutti quelli relativi ai passaggi successivi, ….ma dall’altra ….dopo un certo periodo devono marcire appunto come in entrambi i casi fanno le cipolle.

Follia, utopia, allucinazione, delirio? Rifletteteci bene e riparliamone…

sabato 5 aprile 2014

MODULO DI ADESIONE ALL’ASSOCIAZIONE “AlbaMediterranea”


MODULO DI ADESIONE  ALL’ASSOCIAZIONE

        “AlbaMediterranea”

e al  Circuito di Economia Alternativa (CEA) delle

        “Cambiali Sociali” (per privati cittadini)

 


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……………………………………………………………………………………....………………………
…………………………………………………………………………………………....…………………

* Accetterò ed emetterò le “Cambiali Sociali” secondo quanto definito nei moduli “Regolamento” e “Modalità” allegati

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“AlbaMediterranea” ti informa che tratterà i tuoi dati personali, prevalentemente con strumenti elettronici, per le seguenti finalità:

1) inserimento negli elenchi dei soci dell'associazione specificando l'eventuale partecipazione in qualità di socio accettatore. In quest'ultimo caso i riferimenti del socio verranno pubblicati nelL’ELENCO DEGLI ACCETTATORI, cartaceo ed elettronico, curate in collaborazione con tutte le affiliate a “AlbaMediterranea”, presenti sul territorio nazionale.

2) verifica delle condizioni previste dai Regolamenti Operativi al fine del regolare conferimento, ritiro e possibile trasferimento ad altri associati, delle “CAMBIALI SOCIALI” nonché alla registrazione dei necessari parametri di gestione.

3) l'offerta - anche personalizzata - di informazioni sulla vita associativa e sulle attività comunque riconducibili alle finalità perseguite dalla stessa, di promozioni, agevolazioni ed altri servizi, nonché l'invio - anche attraverso e-mail, sms o mms, faxes – di informazioni commerciali o promozionali e di prodotti in omaggio, la partecipazione a manifestazioni a premio, lo svolgimento di ricerche di mercato.

Il conferimento dei tuoi dati, è necessario per avere diritto all’auto-emissione delle proprie quote di “CAMBIALI SOCIALI”i, iniziale e ordinarie, ed un eventuale rifiuto a fornirli determina l'impossibilità di procedere in tal senso.

I tuoi dati personali saranno accessibili agli operatori volontari e ai collaboratori di “AlbaMediterranea”, presenti sul territorio nazionale, e possono essere comunicati ai soggetti che svolgono servizi di carattere organizzattivo a favore di “AlbaMediterranea”,  (ad es. data entry, postalizzazione), sempre e unicamente per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto di “AlbaMediterranea”.

Il titolare del trattamento è il Presidente dell'associazione “AlbaMediterranea”, o persona da esso delegata.

Per conoscere l'elenco aggiornato dei responsabili scrivi alla segreteria dell’associazione.

Ti informiamo che, relativamente ai dati trattati, hai la facoltà in qualsiasi momento di esercitare i diritti riconosciuti dall'art. 7 del Codice ed, in particolare, tra gli altri, di ottenere copia dei dati trattati, il loro aggiornamento, la loro rettifica o integrazione, la loro cancellazione, il blocco per i trattamenti in violazione di legge.

Hai inoltre diritto di opporti per motivi legittimi al trattamento, nonché all'invio di materiale promozionale o commerciale ed al compimento di ricerche di mercato.

Per esercitare tali diritti, scrivi ad “AlbaMediterranea”,” all’attenzione del Responsabile del trattamento dei dati.




                                                 AlbaMediterranea

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